Griglie per il colloquio di selezione: il contributo
dell’Analisi Transazionale - 2° parte.
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"Né bisogna intendere che uno Stato dell'Io, quando è attivo, escluda gli altri: la risposta agli stimoli ambientali è l'esito di un dialogo interno ossia di una mediazione tra tutti e tre gli Stati dell'Io. Pertanto, in un dato contesto relazionale, uno Stato dell'Io risulterà prevalente ma non esclusivo".
Secondo l'A.T. la struttura della personalità è costituita da tre dimensioni denominate Stati dell'Io.
Per tali si intendono insiemi coerenti di pensieri, sentimenti e comportamenti che orientano il rapporto tra
la persona e il mondo (ambiente familiare, sociale e professionale).
L'A.T. definisce i tre Stati dell'Io Genitore, Adulto e Bambino. Le iniziali maiuscole denotano che si tratta di costrutti
concettuali che non sono legati all'età ovvero a genitore, adulto e bambino anagrafici. Anche il bambino, ad
esempio, ha il suo Adulto e il suo Genitore che, ovviamente, saranno coerenti nelle scelte e nei comportamenti
all'età specifica. Così come l'adulto ha il suo Stato dell'Io Bambino.
Andando nello specifico, nel Genitore sono inclusi valori e comportamenti riconducibili a figure parentali ed appresi
dall'individuo nel corso della sua storia personale.
L'Adulto è la componente che procede all'analisi di realtà, ovvero che consente di osservare il mondo restando
distanti da contenuti emotivi o etici non connessi all'attualità.
Lo Stato dell'Io Bambino è il luogo di emozioni, sentimenti, percezioni, sensazioni, bisogni e desideri.
L'ordine in cui sono presentati gli Stati dell'Io non esprime alcuna gerarchia di valore: ognuno di essi assume il suo
specifico peso in funzione del contesto in cui la persona, in quel momento, si trova ad agire. Il suo valore, insomma, è
dato dalla coerenza con i fatti e non, ad esempio, da particolari principi etici o psicologici o altro.
Né bisogna intendere, poi, che uno Stato dell'Io, quando è attivo, escluda gli altri: la risposta agli stimoli ambientali è
l'esito di un dialogo interno ossia di una mediazione tra tutti e tre gli Stati dell'Io. Pertanto, in un dato contesto
relazionale, uno Stato dell'Io risulterà prevalente ma non esclusivo.
Quanto detto fino ad ora appartiene all'analisi strutturale degli Stati dell'Io vale a dire all'esame del loro contenuto
etico, logico ed emotivo.
L'A.T. prende in considerazione anche le modalità con cui tali contenuti si manifestano nell'agire quotidiano: in ciò
consiste l'analisi funzionale degli Stati dell'Io, cioè l'osservazione di come le tre dimensioni "funzionano" nei rapporti
interpersonali.
A tale livello l'A.T. individua:
1. Genitore Normativo (GN) e Genitore affettivo (GA);
2. Bambino libero (BL) e Bambino adattato (BA).
In sintesi:
GN è la dimensione attiva nel dare regole, manifestare opinioni e valori. È il pensiero etico di un individuo.
GA è, invece, la parte emergente nel prendersi cura degli altri (dei loro bisogni materiali e immateriali) così come di se stessi.
BL è l'emotività nelle sue manifestazioni spontanee e intime.
BA esprime l'emotività e i bisogni, sì, ma in modo coerente con il contesto. Che, appunto, si adattano alle circostanze.
Ogni funzionalità degli Stati dell'Io possiede un doppio versante, uno positivo e l'altro negativo. Questa terminologia
non esprime alcun giudizio di valore etico-sociale bensì vuole sottolineare esclusivamente il grado di coerenza tra
comportamento e il contesto di riferimento.
Nello specifico:
- il Genitore normativo positivo (GN+) esprime valori e regole congrue ad un obiettivo chiaro e definito: è la
manifestazione di un'autorevolezza adeguata al contesto.
- il Genitore normativo negativo (GN-), invece, è estrinsecazione di un'autorità fine a sé stessa: è l'emanazione di
regole la cui coerenza risulta incomprensibile ai destinatari.
L'A.T. delinea, inoltre, un Genitore affettivo positivo (GA+) ed un Genitore affettivo negativo (GA-).
La prima denominazione indica una modalità comportamentale tesa a prendersi cura dell'altro nel rispetto della
reciproca crescita ed autonomia. Un comportamento sostenuto da questo versante genitoriale, perciò, favorisce
benessere in sé e nella relazione.
La seconda, invece, riguarda l'agire di chi, pur volendo fornire il proprio sostegno, lo fa impedendo crescita ed
autonomia altrui oltre che di se stesso. Si tratta di un soggetto che decide/ agisce/ pensa al posto dell'altro
svalutando aprioristicamente le doti intellettive/ emotive/ comportamentali proprie e altrui. In tal caso, il
comportamento è foriero di malessere, disagi, frustrazioni.
Anche il Bambino ha funzionalità positive e negative.
Emozioni e bisogni possono esprimersi nel rispetto delle emozioni e bisogni altrui favorendo, così, intimità e fluidità
relazionale. Oppure si manifestano nella loro urgenza ergendosi, in tal modo, al di sopra dei bisogni e dell'emotività
di coloro con cui si vive e si agisce.
Nel primo caso si tratta di un'emotività libera, autentica, intima: Bambino libero positivo o B+.
Nel secondo, invece, si tratta di un'emotività che per la relazione risulta inibitoria o del tutto distruttiva: Bambino
libero negativo/ ribelle o BL-.
La persona, inoltre, può contenere l'espressione della propria emotività in funzione di un migliore adattamento
all'ambiente relazionale. Oppure tale adattamento può consistere in una svalutazione dei propri bisogni/emozioni/
sentimenti sulla base di quelle che si ritengono siano le aspettative dell'ambiente nei propri confronti. Si tratta, cioè,
di un limite che il soggetto si impone senza alcuna effettiva richiesta altrui.
Nel primo caso l'A.T. parla di Bambino adattato positivo (BA+).
Nel secondo, di Bambino adattato negativo o iper-adattato (BA-).
I versanti valgono anche per lo Stato dell'Io Adulto.
L'Adulto è nella dimensione positiva (A+) quando analizza la realtà restando in contatto con l'emotività e l'etica.
Questo Stato dell'Io esprime negatività (A-) quando produce un'osservazione della realtà limitata ai fatti, certamente
utile a definire cosa sta accadendo ma senza riuscire a comprenderne il come, ossia senza coglierne quella
molteplicità fatta anche di non detto e di non immediatamente visibile.
Bibliografia di riferimento:
Eric Berne, "Ciao!"...E poi? La psicologia del destino umano, Bompiani, Milano, 2017.
Stan Woolams, Michael Brown, Analisi Transazionale, Cittadella Editrice, Assisi, 1998
Ian Stewart, Van Joines, L'Analisi Transazionale. Guida alla psicologia dei rapporti umani, Garzanti, Milano, 2000