Introduzione
Sono pochi gli argomenti su cui ho ancora voglia di riflettere, discutere, leggere, scrivere. Attenzione e interesse si contraggono in misura inversamente proporzionale al dilatarsi del mio tempo libero, il tempo di un anziano in pensione. C'è da aggiungere che, nel corso degli anni, di storie ne ho lette e sentite, e non poche; pertanto, è arduo che una narrazione, che sia in forma scritta o parlata, riesca ad entusiasmarmi, quantomeno ad incuriosirmi a meno che non tratti questioni inerenti alla nostra sopravvivenza.
Mi riferisco alla sopravvivenza materiale ma, soprattutto oggi, a quella morale. Ai tentativi di tenere accesa quella scintilla di flebile umanità che sembra spegnersi, giorno dopo giorno, come un fuoco già debole a cui, colpevolmente, sottraiamo sempre più ossigeno.
A parte questo, tra i pochi temi che ancora fanno breccia nella mia facile inclinazione alla noia se ne distinguono alcuni che riguardano le relazioni interpersonali: nello specifico, il cambiamento e la complessità.
In merito alla prima questione, penso a quelle specifiche circostanze, così frequenti nel corso della vita, che reclamano la modifica di alcune nostre abitudini o, se necessario, del nostro più ampio stile di vita.
A volte, del sopraggiungere di stimoli al riguardo nemmeno ce ne accorgiamo e proseguiamo spavaldi e ignari come se il mondo, e noi stessi, fossimo destinati, quale premio per chissà quale merito, all'inalterabilità ed all'eternità.
In altre circostanze, quando i segnali ci arrivano e siamo disposti a coglierli, invece di procedere nel cambiamento come i fatti richiedono, opponiamo ad esso forti resistenze mentali e comportamentali suffragandole con alibi e narrazioni fuorvianti, su noi e sul mondo, che indirizziamo agli altri ma principalmente a noi stessi. Frottole ben costruite, insomma, che spacciamo, inconsapevolmente ma non incolpevolmente, per cause profonde.
E ciò nonostante il cambiamento, il più delle volte, sia richiesto dalla contingenza (ogni cambiamento, in fondo, è imprescindibile: difficilmente si cambia per libera scelta).
Il che accade, ancor più paradossalmente, anche disponendo delle risorse materiali e immateriali adatte allo scopo, risorse che non renderebbero il cambiamento un procedere lineare e senza intoppi, ma sicuramente possibile. Eppure…
Per complessità, invece, intendo la coesistenza in un unico evento di più variabili tra loro contraddittorie, tali almeno in apparenza, e che danno vita ad un intreccio in cui è arduo individuare origine e fine.
Non mi riferisco solo al fattore quantitativo, ovvero al numero di elementi presenti nel medesimo avvenimento, bensì al loro dare forma e sostanza ad un tutto organico e ciò pur non avendo, almeno così sembra, nulla in comune.
Questi due temi rinviano alle particolari dinamiche che si sviluppano, in un consesso umano, tra le persone che si confrontano con i processi di cambiamento e con situazioni complesse.
Si approda, di questo passo, ad altre due tematiche di particolare rilievo: l'esercizio della leadership e la gestione delle risorse umane (GRU) all'interno di una Organizzazione. Si tratta di tematiche a cui, non a caso, le scienze psicologico-sociali hanno fornito molteplici e significativi contributi.[1]
In queste pagine si intende, nello specifico, valutare fino a che punto anche la letteratura, una tra le massime espressioni del fattore umano (che alcuna intelligenza artificiale mai potrà escludere), possa fornire un supporto all'approfondimento di queste materie. Quali sono gli autori, ci chiederemo, che, pur avendo nulla a che fare con l'Organizzazione e con le sue criticità, raccontano di individui e collettività alle prese con i dilemmi legati al cambiamento e alla complessità.
A tale scopo, si procederà in due fasi.
Nella prima, si definiranno con linguaggio tecnico-specialistico i temi che faranno da riferimento e ciò allo scopo di delineare la cornice concettuale in cui, poi, andremo ad inserire i contributi letterari. In particolare, specificheremo cosa si intende per:
-fare impresa;
-risorsa umana e GRU;
-cambiamento;
-complessità;
-leadership.
Nella seconda parte, l'attenzione andrà su alcune opere narrative da cui trarremo suggerimenti utili ad approfondire gli argomenti in oggetto ricavandone spunti pratici ed operativi: un romanzo o una poesia, a volte, risultano più illuminanti di un intero saggio di psicologia sociale o di scienze della comunicazione.
Certo, l'elenco degli autori che prenderemo in considerazione non esaurisce il novero di scrittori e poeti che hanno detto la loro sull'inevitabilità del cambiamento e sull'affermazione della complessità nella nostra esistenza.
Non potrebbe essere altrimenti: l'arte intera, in tutte le sue forme e modalità espressive, pone il suo baricentro su cambiamento, complessità ed i loro corollari.
Per il momento, quell'elenco, per quanto esiguo, ci sarà sufficiente.
Alfonso Falanga, settembre 2025.
[1] Il riferimento è agli studi seri (scientifici) al riguardo e non certo alla miriade di pagine altamente fuorvianti prodotte, negli ultimi decenni, dalla pletora di form-attori, life coach e psico-qualcosa che hanno imperversato, e purtroppo ancora imperversano, nel panorama aziendale.
