Charles Baudelaire, I fiori del male, (Les Fleurs du mal, 1857), tr. Luigi De Nardis, Feltrinelli, 1977.
"L'Albatro (L'Albatros)
Per dilettarsi, sovente, le ciurme
Catturano degli àlbatri, marini
grandi uccelli, che seguono, indolenti
compagni di viaggio, il bastimento
che scivolando va su amari abissi.
E li hanno appena sulla tolda posti
che questi re dell'azzurro abbandonano,
inetti e vergognosi, ai loro fianchi
miseramente, come remi, inerti
le candide grandi ali. Com'è goffo
e imbelle questo alato viaggiatore!
Lui, poco fa sì bello, com'è brutto
e comico! Qualcuno con la pipa
il becco qui gli stuzzica; là un altro
l'infermo che volava, zoppicando
scimmieggia", p. 15.
